L’Italia che voleva sognare

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L’Italia che voleva sognare
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Il festival Cortona on the move propone una mostra sul fotoromanzo per raccontare la società italiana del dopoguerra, scrive Frédérique Deschamps:

È il 1947 e l’Italia è appena uscita da cinque anni di guerra. Il paese è in rovina. Ci sono più di due milioni di disoccupati e l’inflazione è alle stelle. A Napoli alcuni vivono in caverne di tufo; nella valle del Po, in capanne infestate dalle zanzare, che portano la malaria. Tutto è ancora razionato, soprattutto la carta. Eppure dei geniacci capiscono che l’Italia, più di ogni altra cosa, ha bisogno di sognare e inventano il fotoromanzo.

Secondo lo scrittore Guido Conti, il vero inventore del fotoromanzo è in realtà Cesare Zavattini. Per la rivista Il Milione, che dirigeva già tra il 1938 e il 1939, lo sceneggiatore diaveva inventato la rubrica Una giornata con…, un racconto che univa testo e foto per descrivere la giornata in compagnia di un attore o trascorsa in un’emittente radiofonica, creando così un nuovo procedimento narrativo, ripreso poi dal fotoromanzo.

Una mano per chi soffre racconta le condizioni di lavoro della classe contadina, la mobilità sociale e la nascita della piccola borghesia nell’Italia del dopoguerra. La regia è di Aldo Aldi e Licia Trevisan. Ma non si conosce il nome del fotografo, che con le sue inquadrature originali e la sua luce impeccabile rende chiaramente omaggio a Riso amaro e al cinema neorealista italiano.Il successo del fotoromanzo è immediato.

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