La battaglia al Gratosoglio: mazze, machete, pitbull e spari per uno «sconfinamento» tra bande
La maxi-rissa di aprile nata da una «vendetta» della gang di Rozzano, italiani e italo-marocchini, nei confronti dei rivali italo-albanesi che erano entrati nel «loro» territorio: 12 arresticalibro 7,65 sull’asfalto fa sollevare una «fontana» di scintille tra lo sventolare dista già caricando il ragazzo che impugna la pistola. Le immagini delle telecamere lo mostranoche prova a liberarsi esplodendo altri cinque colpi in aria.
Due scatti tratti dai profili social dei partecipanti alla rissa: spari al poligono e impennate in motosembrerebbe essere il motivo scatenante della guerriglia, ma gli investigatori non escludono che le indagini possano scovare presto che dietro ci sia stato anche altro. Sta di fatto che quella presenza non passa inosservata.«Oh Mario, sta arrivando pure Paolino, sto andando a prendere a Toni.è la chiamata alle armi che circola in prima serata.
per il confronto chiarificatore tra i leader, che infatti degenera in breve. E alle 2, quando Ferro richiama i rinforzi . Accorrono compatti, sbucando da una via laterale: hanno bastoni e coltelli. S’accaniscono su«L’albanese non lo conosco, ma oramai quello è andato», si sentirà poi in un’intercettazione. Ne esce malconcio ancheche impugna la semiautomatica, altri colpi, la fuga generale.